La libreria di Piazza delle Erbe

La libreria di piazza delle Erbe di Eric de Kermel

Newton Compton Editore, 2017 256 pagine, 10,00€

Trama: Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei
Appena Nathalie ha messo piede a Uzès, un piccolo borgo turistico nel Sud della Francia, si è subito innamorata del luogo. La vecchia cattedrale, il castello, le piazze inondate di sole e soprattutto la gente, accogliente e ospitale. E quando ha visto il cartello “vendesi” sulla libreria della piazza centrale, non ha resistito e ha deciso di cambiare vita trasferendosi lì. Così, in breve tempo, la sua libreria è diventata un punto di riferimento per gli abitanti, e Nathalie ha assunto il ruolo di confidente, guida e mediatrice per tutti coloro che vanno a trovarla per una chiacchiera o un consiglio. Da Cloé, un’adolescente in conflitto con la madre, a Bastien, che è alla ricerca del padre, passando per Tarik, il soldato rimasto cieco in guerra, e molti altri ancora. Un buon libro è un rimedio per molti mali, e per ciascuno di loro Nathalie conosce il libro giusto…
C’è un libro adatto a ognuno di noi e la libraia di piazza delle Erbe sa qual è.

La lettura di questo libro ci prende per mano e ci conduce nella tranquilla Uzès, cittadina del sud della Francia, con la sua piazza, i suoi alberi, i banchi del mercato e il sole che illumina i dehors dei Caffè. Tra le tante piccole botteghe che si affacciano su piazza delle Erbe, c’è la libreria di Nathalie. Quando vi si entra si è pervasi da un’atmosfera rilassante e rassicurante che, non solo lascia fuori il mondo caotico e alienante, ma addirittura il tempo. Qui, nel silenzio, ci sono solo i libri, il loro profumo, la loro fisicità, le sensazioni che suscitano; libri che, grazie alla sensibilità, alla passione e all’empatia della libraia, aiutano gli avventori nella ricerca di se stessi, dei loro bisogni spesso nascosti da radicate e ingannevoli consuetudini. Per una carrellata di personaggi i libri diventano così una guida alla consapevolezza, capaci di risvegliare desideri e di indurre al cambiamento spesso foriero della soluzione di molti problemi. Il libro, quindi, inteso non solo come svago o consolazione, ma come “taumaturgo”, come scossa, come spinta alla realizzazione di sé, come antidepressivo, come ricerca del benessere attraverso la comprensione di esigenze più profonde, spesso soffocate da abitudini scambiate per necessità.  Il libro amico fidato e discreto che mai ci tradirà, che parla quando lo apriamo e si zittisce appena lo richiudiamo, creatore di un legame invisibile tra le persone (specialmente tra i lettori che amano gli stessi libri e che vengono definiti “Fratelli di libri”).

Una piacevole conferma per chi già ama la lettura, ma credo possa essere anche una “tentazione” per chi non ha questa passione, uno stimolo a provare un’alternativa, un possibile rimedio a molti mali del vivere, suscitando una buona e sana “invidia” per chi già conosce questa esperienza. Forse c’è un po’ troppo ottimismo in questo libro? Ma da quando in qua l’ottimismo fa male? Una boccata d’aria pura aiuta sempre a respirare meglio.

 

Recensione di Sandra Zanone

 

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