Il grande romanzo americano

Quale giorno migliore, se non il 4 luglio, per parlare del Grande romanzo americano?

È un’espressione che si sente spesso nel mondo della letteratura, un modo di dire che ha più di 150 anni. A coniarla fu uno scrittore, John William DeForest, con un suo saggio del 1868 in cui si interrogava su quale fosse il romanzo in grado di rappresentare «il ritratto delle emozioni e dei comportamenti ordinari dell’esistenza americana».

Non è semplice dare soddisfazione a una simile definizione, come lo era all’epoca, negli Stati Uniti appena usciti dalla guerra civile. Oggi, nell’America di Trump, le complessità e le differenze sono probabilmente molto più ampie e difficili da descrivere.

Un paese molto complicato da raccontare in maniera univoca

Questo a causa sia degli avvenimenti recenti, come l’11/9. Ma non è da sottovalutare come la crisi economica e le migrazioni umane abbiano modificato il concetto di “cittadino americano”, e in particolare quello del cosiddetto “americano medio”.

È in effetti difficile pensare a un romanzo che racconti l’America dei WASP (Bianchi Anglosassoni Protestanti) e quella delle minoranze etniche, per dire.

 E nel frattempo questa definizione è diventata uno strillo abbastanza banale. Se cercate “il grande romanzo americano” online, troverete centinaia di titoli che hanno ricevuto questo appellativo. Philip Roth lo ha usato addirittura per intitolare un romanzo sul baseball (altra spina dorsale americana)! 

Probabilmente potremmo definire un grande romanzo americano per ogni epoca storica, o almeno provarci. Parlando di romanzi classici spiccano Jack LondonHerman Melville, Mark Twain; tra gli autori del novecento o comunque non più in vita, Francis Scott FitzgeraldErnest Hemingway, Kurt Vunnegut, William FaulknerJohn SteinbeckPhilip Roth; mentre, tra gli scrittori ancora viventi, Paul Auster, Don Delillo, Jonathan Franzen… Poche, al solito, le donne: nella lista originale di Deforest, compariva solo Harriet Beecher Stowe con La capanna dello Zio Tom; tra le autrici più recenti, Harper Lee con Il buio oltre la siepe.

A te piace la letteratura americana? Preferisci i classici o le interpretazioni moderne?